Queste sono solamente alcune figure storiche, realmente esistite, che stiamo sviluppando e presentiamo durante l'evento o nelle manifestazioni rievocative di altre città.

Francesco De Spighi (†1424)

Francesco fu un importante speziale della città di Mantova. Fu a capo della Corporazione degli speziali ed entrò anche nel consiglio cittadino. Nacque da Viviano De Spighi ed iniziò la sua attività lavorativa il 30 aprile del 1387; ovvero quando fondò assieme ad un amico una società di spezieria, ricevendo 420 lire mantovane. Ebbe un fratello di nome Amedeo, il quale faceva il massaro presso il consorzio di Santa Maria incoronata. Questo secondo morì nel 1418.
Gli affari gli andarono particolarmente bene, visto che oltre ad una carriera sociale, Francesco, assieme al fratello riuscirono a costruire una cappella dedicata a San Girolamo, presso la Chiesa di Santa Maria della Carità a Mantova, nella quale vennero sepolti.

La lapide che ricorda la ricostruzione da parte della famiglia De Spighi della Chiesa è custodita presso il Palazzo Ducale di Mantova.
Lapide commemorativa della famiglia Spighi, conservata in Palazzo Ducale a Mantova. Per un piccolo approfondimento sulla Chiesa: "La Chiesa di Santa Maria della carità in Mantova" di Giulio Girondi.

Galeazzo Buzzoni

Fu un importante diplomatico che venne inviato a Venezia fra il 27 ottobre 1398 ed il 28 dicembre 1399 al fine di verificare le disponibilità finanziare di Francesco Gonzaga. Notabile persona venne fatta referendario, cancelliere e consigliere di Francesco Gonzaga a partire dal 1381; inoltre diventò vicario generale di Mantova assieme al figlio, Francesco Buzzoni. Ebbe due matrimoni e cinque figli: uno, Leonardo, dal primo ed i restanti dal secondo. A scrivergli è principalmente un amico, suo collega di lavoro, un Filippo della Molza (33 lettere) e di seguito i figli maschi: il già citati Leonardo e Francesco oltre ad Antonio. Della moglie, Eva (o Iva) di Apollonio di Aghinolfo de Beziis d’Arezzo, che scrisse tramite un cancelliere (6 lettere) in latino oppure di proprio pugno in volgare, ci sono 13 lettere. Una scadenza di due o tre lettere al mese. A scrivergli sono anche i restanti membri della famiglia: le figlie Bartolomea e Flordelisia, con l'aggiunta del marito della prima. Flordelisia scrisse molto probabilmente di proprio pugno le lettere, utilizzando un latino incerto, ma comunque funzionale.

Il corpo di 173 lettere, scritte da 35 persone diverse, sono conservate nell'Archivio di Stato di Mantova, busta 2389. Isabella Lazzarini ha scritto una relazione sull'intero carteggio, prendendo in esame gli aspetti calligrafici. Esso è il "Comunicazione epistolare, autografia e reti relazionali: il carteggio di Galeazzo Buzoni (Mantova, 1398-9)" presente nel libro "Società, Cultura, Economia - Studi per Mario Vaini".

Franceschino Guazzi

Fu un membro di una casata molto vicina ai Gonzaga, in quanto sovrintendente alle cucine della Corte mantovana. Persona considerata fidata, diede in sposo il proprio figlio a Flordelisia Buzoni.

Bartolomeo de Benedicti

Persona che ha dimostrato un'importante crescita nella propria carriera. Della sua nascita e della sua morte, però, come molti personaggi secondari della Storia, non sa nulla. Probabilmente non ha mai studiato presso un Università, in quanto è di estrazione popolare e la grafia delle sue lettere risulta molto insicura e poco elaborata. Ha iniziato la sua carriera come controllore (o notaio) degli argini: colui che ha il compito di controllare lo stato e la manutenzione dei complessi di difesa idriche nel basso mantovano. In caso di rotture degli argini, ma anche per la semplice manutenzione ordinaria, deve trovare il personale per il lavoro.
Ha lavorato presso: San Benedetto, Suzzara e Borgoforte, fino a quando è stato nominato vicario di Governolo, la seconda città più grande fra quelle controllate da Francesco Gonzaga.

Molte lettere scritte da Bartolomeo nel periodo tardo sono state trascritte da Carlo Parmigiani nel libro: "Governolo nel Trecento - Sulle sponde del Mincio un saggio di arte costruttiva ed idraulica nella corrispondenza gonzaghesca", Sometti editore. Del lavoro a Suzzara, invece, è possibile consultare, sempre dello stesso autore: "Le mura degli avi - Vita e morte del Castello di Suzzara", Grassi editore. Infine, per il periodo a Borgoforte è possibile consultare, di Franco Canova e Galeazzo Nosari, "Villa Saviola - l'antica castellata" E.Lui editore (Reggiolo).
Inoltre è possibile leggere dei racconti (fantasiosi ma attinenti) ispirati al periodo presso il contatto Facebook.

Francesco Capilupi (†1443)

Figlio di Bertolino II Capilupi e della seconda moglie Caterina Barazzi, ha due fratelli (Giovanni ed Andrea) ed una sorella (ignota). Sposò Isabetta (di Domenico) Mainardi da Bertinoro nel 1402, dal quale ebbe due figli: Gianfrancesco e Bertolino III. La sua carriera politica iniziò la prima volta nel consiglio comunale nel 1414; successivamente, nel 1437, venne inviato a Venezia per qualche missione di rappresentanza.

Di lui si può leggere nel libro: "La famiglia Capilupi di Mantova - Vicende storiche di un nobile casato